Teatralità e politica nella riflessione di Louis Marin

Giuseppe Vizzini

Abstract


Sovranità «classica», potere politico e sistemi rappresentativi sono oggetto della riflessione di Louis Marin. Potere e rappresentazione appaiono legati da una relazione di mutua sottomissione: se, per un verso, il potere per esercitarsi deve necessariamente appoggiarsi sui dispositivi rappresentativi, la rappresentazione, per un altro, genera sempre degli effetti di potere. L'articolo prende in esame una particolare declinazione di tale legame: la presa in carico da parte della rappresentazione teatrale del colpo di Stato, ovvero del potere politico al culmine del suo esercizio. Su questo punto, Marin centra la sua analisi su due autori che potrebbero sembrare molto distanti: Pierre Corneille e William Shakespeare. Nonostante il legame potere-rappresentazione trovi un luogo storico privilegiato nel XVII secolo francese, tale legame non costituisce una prerogativa esclusiva di un'epoca storica o di un contesto letterario. L'opera di Louis Marin, allora, non si limita ad una semplice azione ermeneutica ma delinea una riflessione politica sulla fonte e la legittimità del potere di Stato.

 

«Classical» sovereignty, political power and representative systems are the subject of reflection of Louis Marin. Power and representation appear linked by a relationship of mutual submission: if, on the one hand, the power to be exercised must necessarily rely on representative devices, the representation, on the other, always generates the effects of power. The article looks at a particular variation of this relationship: the theatrical representation of the coup d'État, which is political power at the height of its exercise. On this point, Marin focuses his analysis on two authors that might seem far apart: Pierre Corneille and William Shakespeare. Despite the fact that the couple ‘power-representation’ is a privileged historical place in the French seventeenth century, this relationship is not the sole prerogative of a historical epoch or a literary context. The work of Louis Marin, then, is not limited to a simple hermeneutic act but outlines a political reflection on the source and legitimacy of State power. 


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