Il Tu/Voi lirico: l’appello alla donna tra i primi trovatori

Giulia Boitani

Abstract


L'articolo analizza le prime occorrenze di Tu/Voi lirici rivolti alla donna all'interno della poesia trobadorica. La prima sezione è dedicata a a Jaufre Rudel,  primo trovatore a rivolgersi alla dama in maniera diretta, in Quan lo rius de la fontana e Quan lo rossinhols el foillos. L'apostrofe rudeliana risulta facilitata dalla lontananza dell’amata, la cui materialità è relegata in terra londhana, e da processi proto-allegorici che assicurano e al contempo rivelano l’irrimediabile fusione dell’oggetto d’amore all’Io lirico. La seconda parte di questo studio, invece, si concentra su Can vei la lauzeta mover di Bernart de Ventadorn, che si rivolge alla dama dandole per primo del tu. L’analisi del Tu ventadorniano permette di osservare che le soluzioni poetiche adottate dal trovatore limosino non sono lontane da quelle che saranno poi di Guido Cavalcanti: sono la morte del poeta e la trasformazione della donna in specchio a permettere, infine, l’espressione di un Tu. Eppure, nel rivolgere le sue parole al Miralh, Bernart non esce dal circuito chiuso dell’interiorità: il più forte appello alla donna che troviamo nelle opere dei trovatori della prima generazione non è, in realtà, che un Io. Ancor di più, il primo Voi (Jaufre Rudel) ed il primo Tu (Bernart de Ventadorn) all'oggetto di amore coincidono con la dichiarazione, da parte del trovatore, dell'abandono dell'ars poetica.

Keywords


lyric I - lyric You - troubadours

Full Text:

PDF


ISSN 2035-391X