Il tempo della ricreazione

Alberto Abruzzese

Abstract


Una riflessione sullo spazio delle reti può partire dall’idea che in questo spazio, sempre più dilagante
su ogni tempo storico - sociale e di lavoro, privato e pubblico - stia finalmente emergendo ciò che
accadeva negli intervalli ricreativi, laddove insegnanti, libri di testo, cattedre e banchi scomparivano.
Quei momenti di svago venivano concepiti dalle istituzioni come riposo dalle attività di formazione,
come programmata sospensione dal tempo produttivo. Nella società in rete ogni forma di lavoro
umano cambia o ha la possibilità di cambiare di luogo e di linguaggio, e dunque potrebbero mutare
i rapporti di forza e i contenuti che il lavoro produce. Se si ragiona sulle piattaforme espressive delle
reti, occorre collocare al centro della loro messa in discussione la critica dei processi formativi della
tradizione. Se si ricerca una effettiva riuscita delle dinamiche di rete, si tratta di piegare in altro senso
i poteri e saperi che hanno creato la globalizzazione. Serve quindi lavorare su processi formativi in
grado di fornire persone vocate al loro uso interattivo e propriocettivo, in grado di creare contenuti e
non di gestire mere tecnicalità professionali.

Parole chiave


formazione, vocazione, media, consumi.

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