Il riutilizzo sociale dei beni confiscati come strategia di non cooperazione economica contro la criminalità organizzata

Nicola Pedretti

Abstract


Le attività economiche delle mafie non sono limitate ai traffici illeciti ma travalicano la sfera del legale, con la cosiddetta economia criminale: il reinvestimento dei proventi delle attività criminose nell’economia lecita. Forme di non collaborazione economica possono essere molto efficaci per contrastarle, e il movimento antimafia ha adottato pratiche di consumo critico e boicottaggio. La legislazione antimafia italiana include strumenti volti a colpire i patrimoni mafiosi e il riutilizzo sociale dei beni confiscati, e rappresenta uno strumentario per implementare strategie di non collaborazione economica.

Mafia’s economic activities are not limited to illicit trafficking. They go beyond the scope of illegal affairs through the so-called “criminal economy”, the reinvestment of revenues from criminal activities within the licit economy. Forms of economic non-cooperation can be very effective in countering them. The anti-mafia movement has already adopted critical consumption and boycott practices. The Italian anti-mafia legislation includes instruments aimed at affecting mafia’s assets as well as promoting the social re-use of confiscated properties, which represent a toolkit for implementing economic non-cooperation strategies.

JEL codesI31, K42, P51

Keywordsmafia, organised crime, social re-use

 


Parole chiave


Mafia, Organised Crime, Social Re-use

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DOI: https://doi.org/10.13133/2037-3651_71.284_6

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