Adecuación y recreación: cofradías y hermandades indias dela región de Oaxaca

Marcello Carmagnani

Abstract


Questo lavoro analizza le cofradías e le hermandades indie nell'area storico-geografica di Oaxaca nell'epoca coloniale.

Il punto di partenza di questa analisi è la tesi che la cofradía e la hermandad rappresentano uno dei potenziali vettori di occidentalizzazione delle società indie in epoca coloniale. Ciononostante, a differenza di altri vettori di occidentalizzazione, esse presentano una forte connotazione locale e territoriale, dovuta al fatto che cofradía e hermandad interessano raggruppamenti sociali superiori all'unità domestica e nello stesso tempo inferiori alle dimensioni della comunità. È questa dunque un'organizzazione di tipo intermedio che, nella sua fase di maturità, stabilisce una connessione tra l'ambito particolare e l'ambito comunitario.

Per un'adeguata comprensione del vettore cofradía-hermandad si utilizza un'approssimazione di tipo processuale, l'unica, dal punto di vista dell'A., che permetta di comprendere le sue trasformazioni nel tempo e nello spazio.

La prima parte della relazione mostra come opera il vettore nel contesto della penetrazione spagnola. A questo fine si illustrano le caratteristiche propositive ispaniche e le obiettive difficoltà di una ricezione automatica ed immediata della proposta. Si cerca di mostrare come il vettore debba essere incluso all'interno di un insieme che contiene per lo meno tre elementi: hospitales-festa-cofradía e la maniera in cui questi tre elementi sono originariamente percepiti e accettati dalle società indie dello Stato di Oaxaca.

Nella seconda parte si cerca di comprendere come l'istituzione si sia radicata, distinguendo gli elementi condizionanti (riformulazione del patto coloniale, ristrutturazione delle società indie, ecc.) dagli elementi specifici della società india (ridefinizione della territorialità). Nella fase iniziale, che si conclude fra il secondo e l'ultimo terzo del secolo XVII, si osserva un progressivo slittamento dal referente propositivo ispanico, con il risultato che il vettore di occidentalizzazione viene catturato, per così dire, dal referente indio. La terza parte illustra come, fra l'ultimo terzo del XVIII sec. e il primo terzo del XIX sec., si assista ad un fenomeno che in termini generali può essere definito di riorientamento della istituzione. È senz'altro questo il momento di massima creatività, poichè per la sua natura di organizzazione intermedia la cofradía dovevaconiugare da una parte la dimensione religiosa, sociale, economica e politica india con il livello domestico e quelloterritoriale, e, dall'altra, stabilire un'articolazione con la sfera ispanica, in special modo con la chiesa e la parrocchia. La riorientazione non solo doveva identificare, stabilire e istituire mezzi e strategie, ma anche coniugarli con obiettivi più generali e, in special modo, con la necessità di riformulare costantemente l'identità etnica alla luce di un contesto coloniale in mutamento. Il risultato finale di questo processo di adeguamento e riformulazione è stato quello di generare un'entità o corpo sociale intermedio con un'esistenza obiettiva e concreta e un'individualità esterna e visibile, di modo che le cofradías si formarono indipendentemente dalla presenza o meno di uno statuto, nello specifico, la licenza vescovile. Questo corpo sociale intermedio è molto più che un'istituzione legale, giacché, possedendo un insieme di beni materiali e immateriali patrimoniali e di natura ideale, destinati a servire in permanenza finalità specifiche, esso offrirà vantaggi non solo ai membri dell'istituzione ma anche a coloro che non vi appartengono. In ultima analisi, poichè la cofradía è un istituto che possiede una precisa individualità all'interno della più vasta società india locale e territoriale e si configura come un'istituzione chiusa e permanente, essa non perde facilmente la sua identità specifica pur trasformandosi le sue componenti.


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