L'asino di Buridano, ovvero i dilemmi dell'etnografo

Italo Signorini

Abstract


Nelle descrizioni etnografiche riguardanti le credenze di un popolo, espressioni ricorrenti sono «pensano i ...». L'articolo si propone di vagliare se tali espressioni siano corrette; se cioè si possa affermare che tutti veramente pensino e dicano le stesse cose, quando in realtà le interpretazioni delle credenze, gli schemi ideologici che stanno loro dietro vengono ricavati dagli etnologi sulla base di ciò che riferiscono pochi e più esperti pensanti - gli "specialisti". Ma quale tipo di sapere hanno questi specialisti? Sanno di più? Sanno meglio? Inventano? Contro l'assunto di Boyer che ciò che chiamiamo credenze sono per lo più degli enunciati personali, di cui non si può pertanto fornire una traduzione univoca, e che vada respinta ogni interpretazione della tradizione data in termini di idee o di sistemi di valori fondanti anziché in termini di fenomeni osservati, si sostiene che una «trama di significanti» esiste alla base di ogni tradizione culturale e che su di essa si articolano, ciascuno con le proprie modalità, sia il discorso ordinario sia quello specialistico.


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