Etnografia dal cortile. Storie, traiettorie e pratiche a Marsabit, piccola città del Kenya settentrionale

Erika Grasso

Abstract


Riassunto
Spazio rubato alla foresta e al deserto, la città di Marsabit rappresenta un unicum nel panorama sociale della regione di cui è centro. Nata in epoca coloniale in un’area abitata da gruppi pastorali nomadi e caratterizzata da un’elevata frammentarietà etnica, la città oggi rappresenta uno spazio multietnico definito “cosmopolita” dai suoi abitanti. L’articolo propone di osservare lo spazio urbano da uno dei suoi cortili seguendo le traiettorie e i movimenti degli abitanti di quest’ultimo per meglio comprendere come la città sia snodo e «infrastruttura» per la definizione di soggettività individuali e collettive che contribuiscono alla costruzione della città.

An Ethnography from a Courtyard. Stories, Trajectories and Practices in Marsabit, a Small Town in Northern Kenya.
The town of Marsabit is a space stolen from the forest and the desert. It represents a unicum in the social panorama of the region of which it is the center. Born “by chance” in colonial times in an area inhabited by nomadic pastoral groups and characterized by a high ethnic fragmentation, Marsabit today is a multiethnic space defined as “cosmopolitan” by its inhabitants. The article proposes to observe the urban space from one of its courtyards following the trajectories and movements of the inhabitants of the latter to better understand how the city is a hub and an «infrastructure» for the definition of individual and collective subjectivities that contribute to the construction of the city.


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